Appunti di letteratura russa contemporanea

Appunti di letteratura russa contemporanea

La narrativa russa di oggi segue un ampio spettro di possibilità letterarie.

Victor Pelevin

Una certa risonanza ha avuto nell’Europa occidentale Victor Pelevin (1962), i cui romanzi sono caratterizzati da un impianto post-moderno.  La narrativa di Pelevin si dipana da Omon Ra (Mondadori 1999) – definito dalla critica come l’ultimo romanzo sovietico – a Babylon (Mondadori Strade Blu, 2000), Un problema di lupi mannari nella Russia Centrale (Mondadori Oscar Piccoli Saggi 2000) e La vita degli insetti (Minimum Fax “Sotterranei”), per poi riportarci ancora una volta indietro con Il mignolo di Buddha (Mondadori Strade Blu 2001) la cui vicenda inizia nella Pietroburgo del 1919 per proseguire nella Mosca anni ʼ90. Al centro del mondo concettuale di Viktor Pelevin troviamo l’idea che un preciso momento, isolato sullo sfondo della trama, possa successivamente assurgere al ruolo di simbolo, fungendo da chiave di volta per cogliere il significato del contesto che lo circonda.
Di Pelevin sono stati pubblicati in Italia anchela raccolta di racconti La lanterna Blu (Mondadori Piccola Biblioteca Oscar 2002) e il romanzo La freccia gialla (Mondadori Piccola Biblioteca Oscar 2001), ennesima metafora sul passato e il presente della Russia: un treno corre verso un ponte distrutto mentre i passeggeri, presi dalle loro incombenze quotidiane, non trovano il tempo di preoccuparsi del loro destino.  Un’opera importante è il romanzo Generazione P (1999). La P di Pepsi, come dimostra la frase di apertura: “C’è stato in Russia una vera e spensierata, giovane generazione che guardava con un sorriso all’estate, al mare e al sole, e ha scelto la Pepsi”. Seguita da una satira esilarante di un poeta che finisce nel mondo della pubblicità e diventa molto ricco.

Boris Akunin

Molto letto è Grigorij Čhkhartišvili (1956), filologo, critico, saggista e traduttore giapponese che scrive romanzi polizieschi sotto lo pseudonimo di Boris Akunin. Egli è l’autore di una serie di romanzi con protagonista Erast Petrovič Fandorin e una serie sulla suora detective Pelagija.

Vladimir Sorokin

Il postmoderno Vladimir Sorokin (1955) non si fa scrupolo di utilizzare termini espliciti mentre descrive perversioni sessuali, depravazioni e la violenza spesso irrazionale e orribile. Il romanzo La Coda (1983) è un esempio. Il libro non ha storia, solo l’impatto letterale dei dialoghi di persone in attesa in una coda da qualche parte a Mosca negli anni ’80. Con il suo romanzo Lardo azzurro (1999), ha scioccato il pubblico con una scena in cui i cloni di Stalin e di Krusciov hanno rapporti sessuali tra loro. Allo stesso tempo ha mostrato il suo genio letterario, attraverso cloni di grandi scrittori russi come Tolstoj, Dostoevskij e Nabokov, scrivendo i suoi testi nello stile degli autori coinvolti.

Eduard Limonov

Alla storia più vicina a noi sono dedicati i romanzi di Eduard Limonov, che da noi è conoscuto grazie alla biografia scritta da Emmanuel Carrère (Adelphi, 2012). Il vero cognome di Limonov è Savenko, mentre lo pseudonimo richiama provocatoriamente il suono della parola russa che significa “granata”. Lo scrittore ha attraversato cinquant’anni di luci e ombre della storia russa ed europea, e questo ha reso la sua produzione squisitamente autobiografica: il Diario di un fallito, oppure un quaderno segreto (Odradek, 2004),considerato dalla critica come una delle sue opere migliori, cuce insieme numerosi aneddoti ambientati in una New York fatiscente e insieme sontuosa; una simile operazione è stata svolta con Eddy-Baby ti amo (Salani, 2005; già pubblicato in Italia nel 1985 da Frassinelli con il titolo Al poeta russo piacciono i grandi negri) ambientato invece nella provincia sovietica, e che ripercorre le tappe della formazione giovanile di Limonov.
Nel 2001 Limonov è stato arrestato con diverse accuse, tra cui quella di aver cercato di organizzare una congiura nei quadri dell’esercito allo scopo di invadere il Kazakistan: dopo un anno in attesa di giudizio, è stato condannato a quattro anni di carcere per l’acquisto di armi, pur venendo assolto dalle altre accuse. Ha poi scontato due anni di carcere, di cui ha approfittato per scrivere altri due libri, il Libro dell’acqua (Alet Edizioni,2004)e Il trionfo della metafisica. Memorie di uno scrittore in prigione (Salani Editore, 2013): nel primosono raccolti sotto forma di scritti autobiografici diversi ricordi legati dal tema dell’acqua, in un range geografico che si sposta da Venezia al Mar Nero, da un bagno turco di Mosca a una spiaggia di Nizza; il secondo – che già nel titolo ombreggia le dostoevskiane Memorie di una casa di morti – racconta la prigionia di Limonov nella colonia penale n°13 di Saratov, che, seppur durata solo qualche mese, ha dato tempo allo scrittore di inquadrare la galassia umani dei suoi compagni di prigionia, a suo parere rappresentativo spaccato della Russia odierna.
Diversi racconti di Limonov sono stati pubblicati in antologie dedicate alla letteratura russa contemporanea: è il caso di The Night Souper (ne I fiori del male russi, Voland 2001); Odori e suoni (in Mosca sul palmo di una mano: 5 classici della letteratura russa contemporanea, a cura di Galina Denissova, PLUS 2005); Coca-Cola Generation and unemployed leader, La Tana e la Patria, L’età dei profeti (in Russian Attack, Salani Editore, 2011).

Dmitrij Lipskerov

Il drammaturgo, romanziere e ristoratore Dmitrij Lipskerov (1964) presenta personaggi che funzionano in un mondo dove la realtà russa è spesso fortemente trasformata in una miscela di realismo e fantasia. Dal momento che il suo romanzo L’ultimo sogno della ragione (2000), molti russi lo confrontano con Gabriel Garcia Marquez e Salman Rushdie. I lettori al di fuori della lingua russa non conoscono Lipskerov. Fino ad oggi abbiamo infatti trovato solo un suo libro tradotto (in francese).

Galina Shcherbakova

Nella letteratura russa contemporanea un ruolo di primo piano è svolto da donne scrittrici. Uno delle migliori autrici russe è Galina Shcherbakova (1932). Stranamente, non una delle sue opere è stato mai tradotta, ed è del tutto sconosciuta al di fuori della Russia. Un altro autore top è Dina Rubina (1953). Da quando il suo romanzo d’esordio Ecco il Messia (1996) Alcuni dei suoi libri sono dei bestseller.

Tatiana Ustinova (1968) ha esordito come scrittrice nel 1999 con la sua storia criminale Un angelo personale. Da allora, ogni libro di Tatjana Ustinova è un bestseller. Oggi, lei è uno dei migliori autori di romanzi gialli. I suoi romanzi sono sempre dotate di una protagonista femminile che finisce inaspettatamente nel bel mezzo di un’attività criminale.

Altra autrice è Ljudmila Ulickaja (1943), che scrive storie di vita quotidiana, situate principalmente in Russia in ambienti artistici e accademici, e che viene spesso paragonata a Čechov. Con lei il romanzo Daniel Stein, traduttore è diventato un bestseller nella letteratura russa.

Una giallista di grande successo è Aleksandra Marinina, pseud. di Marina Anatol’evna Alekseeva. I suoi numerosi romanzi sono pubblicati in milioni di copie e tradotti in più di venti lingue. Molte delle sue storie hanno come protagonista Anastasija (Nastja) Pavlovna Kamenskaja. La TV russa ha anche prodotto una serie di film ispirati ai primi otto romanzi della serie. Ha vinto diversi premi ed è molto apprezzata dal pubblico. I romanzi di Marinina si distinguono dalla maggioranza dei romanzi polizieschi russi contemporanei per la loro finezza psicologica. Là dove la maggior parte degli autori russi si compiacciono nella visione della violenza e del sesso e sono intrigati dalla mafia e dalle sue usanze, Marinina propone degli intrecci solidi, nei quali l’autrice rifiuta tutte le volgarità e mette in scena l’incorruttibile Anastasia Kamenskaja. I suoi romanzi offrono anche una descrizione realistica dei problemi quotidiani della Russia di oggi. C’è relativamente poca azione nelle sue trame perché viene dato molto spazio alla descrizione dei metodi di lavoro e d’analisi degli investigatori, oltre che ai loro rapporti di lavoro e alle loro difficoltà personali.

Michail Elizarov

Tra i più giovani, Michail Elizarov (1973) con laurea in filosofia ha scritto il suo primo libro, Unghie, nel 2001, seguito da Pasternak e dal più famoso Il bibliotecario, (Atmosphere Libri, 2011), miglior libro russo nel 2008, tradotto in tedesco, italiano, francese, ecc. Oggi il nuovo Cartoons, non ancora pubblicato in Italia, riprende il successo del precedente romanzo. Il Bibliotecario è ambientato in un’epoca post-sovietica in cui i romanzi del misconosciuto Dmitrij Grimov conoscono un’impressionante fortuna postuma, al punto tale che per il loro possesso si scatenano faide cruente tra diverse fazioni paramilitari denominate Biblioteche. Ognuno dei libri di Grimov è infatti in grado di svelare uno specifico mistero dell’esistenza: troviamo così il Libro della Forza (che rende invincibili) quello della Memoria (che evoca ricordi felici) quello della Sopportazione (che rende insensibili) e così via; ma l’obiettivo finale di tutte le Biblioteche è di scovare il Libro Proibito, quello del Significato.

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